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Il Polo Museale
Museo di San Martino

La Certosa di San Martino venne fondata nel 1325 da Carlo d’Angiò, duca di Calabria, sulla sommità del colle che domina l’intero golfo napoletano. Lo spettacolare complesso, edificato secondo i canoni architettonici dell'Ordine, venne realizzato da Tino di Camaino e Attanasio Primario.
Nel corso del tempo i migliori artisti lavorarono per i monaci certosini, pittori come Lanfranco, Ribera, Battistello Caracciolo, Luca Giordano, scultori quali Cosimo Fanzago, Giuseppe Sanmartino e Domenico Antonio Vaccaro. Dalla seconda metà dell’Ottocento la nuova funzione museale determinò profonde modifiche della struttura monastica fino a Novecento inoltrato.
Nel 1866 divenne Monumento Nazionale e il suo primo direttore, Giuseppe Fiorelli, decise di trasformarlo nel ‘museo storico’ della città e del Regno di Napoli. Giunse così al Museo tutto quanto poteva costituire testimonianza della storia di Napoli e della sua civiltà artistica. Tale patrimonio venne incrementato in seguito con donazioni di enti e privati. La ricchezza di tesori d’arte unita all’incantevole posizione hanno fatto del complesso monastico meta prediletta, di letterati, eruditi e viaggiatori.
L’attuale ordinamento, frutto di un esemplare restauro architettonico, restituisce la corretta percezione del luogo religioso e la misura dello spazio antico, in un percorso museale che alterna testimonianze della storia di Napoli e della Certosa in osmosi con l’incantevole panorama visibile da loggiati, belvederi e giardini.
Museo di San Martino
Largo San Martino, 5 - 80129 - Napoli
Tel.e Fax: 0039.081.5781769;
e-mail sanmartino.artina@arti.beniculturali.it
Orari tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Chiuso il mercoledì

Museo di Villa Pignatelli

La splendida dimora ottocentesca degli Acton fu progettata nel 1826 da Pietro Valente, come una domus inglese posta al centro di un giardino romantico, mescolando suggestioni pompeiane e stilemi neoclassici e neo-palladiani. Fu acquistata nel 1841 dai Rothschild, la celebre famiglia di banchieri svizzeri al servizio dei Borbone di Napoli, per essere ceduta nel 1867 ai Pignatelli Cortes d'Aragona. L'edificio, che si snoda attorno alla splendida veranda neo-dorica con le monumentali colonne scanalate, si articola su tre piani: alla quota dei giardini le sale di rappresentanza, con il vestibolo circolare e la successione di fastosi salotti, oltre all’ampia sala da ballo, separata da un motivo a serliana dalla sala della musica, alla sala da pranzo e allo studio decorato da un parato in cuoio con motivi dorati impressi; di particolare pregio è il salottino ovale decorato con affreschi neopompeiani. Al piano superiore si trova l'alloggio privato, dove da alcuni anni è ospitata in comodato una prestigiosa selezione della collezione di dipinti e disegni del Sanpaolo - Banco di Napoli. Al piano seminterrato, negli ambienti di servizio, sono stati ricavati spazi per mostre d’arte.
La Principessa Rosina Pignatelli nel 1952 donò allo Stato italiano la villa, con tutti i suoi arredi di rappresentanza. Si venne a costituire così a Napoli l’unico prestigioso esempio di casa-museo.
Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes
Riviera di Chiaia 200, 80121 - Napoli
Tel.e fax: +39.081.669675; +39.081.7612356
e-mail: pignatelli.artina@arti.beniculturali.it
Orari tutti i giorni dalle 8.30 alle 14.00. Chiuso il martedì

Museo Duca di Martina Villa Floridiana

Nel 1817 Ferdinando di Borbone acquistò da Cristoforo Saliceti, ministro di polizia del governo murattiano, un appezzamento con preesistente villa per destinarlo a residenza estiva della moglie morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, duchessa di Floridia, sposata in Sicilia nel 1814, tre mesi dopo la morte della regina Maria Carolina. La ristrutturazione dell’intero complesso, che già comprendeva un piccolo casino (l’attuale Museo) ed una coffee-house (l’odierna Villa Lucia), fu affidata all’architetto Antonio Niccolini che, tra il 1817 e il 1819, progettò sia il rifacimento in stile neoclassico della palazzina, che la riconfigurazione dei giardini all’inglese, secondo la moda del tempo. Il Niccolini progettò, inoltre, un teatrino all’aperto, un tempietto ionico, le serre ed alcune grotte per animali esotici, unici elementi architettonici ancora oggi esistenti nell’attuale area del Parco, che fanno percepire l’originaria atmosfera pittoresca. Dopo la morte della duchessa gli edifici monumentali ed il Parco subirono numerose trasformazioni, fino al 1916, anno in cui la Villa venne acquistata dallo Stato e destinata a sede museale dal 1924 per ospitare la collezione del duca di Martina.
Il Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana è sede, di una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative. Comprende oltre seimila opere di manifattura occidentale ed orientale, databili dal XII al XIX secolo, il cui nucleo più cospicuo è costituito dalle ceramiche.
Il Museo si sviluppa oggi su tre piani; al piano terra sono esposti oggetti in avorio, smalto e bronzo di epoca medioevale, maioliche rinascimentali e barocche e vetri di Murano dei secoli XV- XVIII; al primo piano, la raccolta di porcellane europee del XVIII secolo il cui nucleo principale è costituito da quelle delle fabbriche di Meissen, Napoli e Capodimonte; infine al piano seminterrato, è stata riallestita da pochi anni la sezione di oggetti d’arte orientale, tra cui notevole è la collezione di porcellane cinesi di epoca Ming (1368-1644) e Qing (1644-1911).
Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina
Villa Floridiana - via Cimarosa 77
via Aniello Falcone 171, 80127 - Napoli
Tel.e fax: 0039.081.5788418
e-mail: martina.artina@arti.beniculturali.it
Orari tutti i giorni dalle 8.30 alle 14,00. Chiuso il martedì

Castel Sant'Elmo

La grande mole tufacea del Castello sulla sommità della collina è uno dei luoghi più rappresentativi della città di Napoli. L’attuale configurazione, con impianto stellare a sei punte, fu realizzata tra il 1537 e il 1547 su progetto di Pedro Luis Escrivá di Valenza, esperto architetto militare, al servizio del Viceré don Pedro de Toledo, come ricorda l’epigrafe posta sul portale d’ingresso.
Dal 1982 il complesso monumentale è stato dato in consegna alla Soprintendenza per il Polo Museale Napoletano, che ha destinato il piano superiore del carcere alto a sede della biblioteca di storia dell’arte “Bruno Molajoli” e della Fototeca. Oggi il Castello è sede degli uffici della Soprintendenza e si propone come un centro di documentazione del patrimonio artistico campano. Gli ampi spazi degli ambulacri e del carcere alto sonodestinati ad ospitare importanti mostre d’arte antica e contemporanea di prestigio internazionale.
Castel Sant'Elmo
Via Tito Angelini, 22
80129 - Napoli
Tel. +39.081.2294401
Fax +39.081.2294498
e-mail: santelmo.artina@arti.beniculturali.it
Orari tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Chiuso il mercoledì